Vorrei dire ai miei cari amici di destra e soprattutto cattolici, con cui spesso condivido passioni e battaglie come ad esempio quelle contro la deriva relativista e materialista della società postmoderna, che essere contro l’Euro e l’UE, la globalizzazione, il liberismo e il liberalismo economico e sociale e poi demonizzare lo Stato (come concetto politico e istituzionale) è uno spiacevole controsenso.

Capisco la notte e la morte delle ideologie ma credo che ci siano dei paradigmi che restano, nonostante tutto, in piedi, come il fatto di auspicare ad una società socialista (nel senso letterale del termine) o individualista.

Rifiuto anche io l’idea di un progetto bolscevico
che ci omologhi tutti dove la libertà dell’individuo, la libera iniziativa, la proprietà privata, vengano totalmente schiacciate, però stiamo attenti, ad averla vinta non è stato il comunismo (che è rimasta comunque un’utopia di uguaglianza e giustizia sociale irrealizzata) ma il capitale privato: è questo il sistema che ha sostituito l’uguaglianza con l’egualitarismo strampalato dei nostri giorni.

E tra lo Stato e l’individualismo estremo (tramutato poi in egoismo sociale ed economico) non esiste, come alcuni pensano, una terza via: quelli che credono che si possa fare affidamento solo sulla libera iniziativa, la capacità e i buoni sentimenti dei singoli individui, rifiutando l’idea di Stato sociale, sono dei liberali ottocenteschi. Sono ancora di più, sono degli anarchici: per poter essere liberi e indipendenti dalla stretta di un ordinamento che regoli e normi la vita di una comunità di individui bisognerebbe trovarsi in posizione almeno di autosufficienza e quindi di forza rispetto ad altri individui che partendo invece, appunto, da posizioni di svantaggio (politico, economico e sociale) hanno bisogno dello Stato.

Il male di oggi non sta di certo nelle privazioni delle libertà ma proprio nella diminuzione dello Stato a vantaggio del mercato, nella diminuzione del bene pubblico e condiviso, a vantaggio degli interessi dei privati, cedendo parti importanti nella gestione della vita di una collettività, come il welfare, a società, organizzazioni e imprese private. Ho letto di gente che chiamava Renzi e il PD “comunisti” (magari lo fossero ) quando invece i democratici di sinistra oggi nel mondo sono semplicemente degli ordoliberisti.

Così come non si può essere contro l’UE e l’euro ed essere dei nostalgici fascisti, perché tra queste due visioni, ad alcuni partigiani affezionati alla carta di Ventotene suonerà strano, a vari livelli c’è continuità: lo dice anche uno come Alberto Bagnai ma lo disse anche Pasolini. Un peggiore fascismo è venuto a sostituire quello storico politico che è ormai morto e sepolto: quello del mercato e della grande finanza. Come aveva già intuito Pasolini, dietro a questo tipo di nuovi poteri c’è quella che lui chiama la nuova destra economica, i nuovi gerarchi, i nuovi capitalisti, contro i popoli contro gli Stati. In questa accezione il liberismo è di destra e non di sinistra (socialista). La guerra oggi la fanno i ricchi ai poveri, è la nuova lotta di classe al contrario, se si è con i più deboli, credenti o non, oggi non si può che essere dalla parte dello Stato.