In evidenza, la bandiera di Soros e della grande finanza internazionale, sotto, la bandiera d’Italia.

Di chi e di cosa non si può parlare? Lì sta il potere.
Infondo qui a Springfield lo sappiamo bene, le Springfield e le Charlottesville di tutto il mondo sono semplicemente i centri sperimentali, gli echi e il riflesso in piccolo delle politiche e delle ideologie dell’impero.

Dalla psicocensura , i forcaioli della dittatura dei Buoni e del pensiero unico, sono passati alle maniere dure, al terrorismo sul passato e sul libero pensiero, insieme alle statue dei bianchi colonialisti in America, che vengono decapitate, in Italia verranno buttati giù tutti i cimeli di epoca fascista, quell’epoca che ci ricorda quando non eravamo dalla parte dei Buoni e, nel contempo, verranno messi a rogo tutti i libri, il cinema, i documenti, tutta quella cultura dove compaiono battutine sulla gente dalla pelle scura o sugli omosessuali o sulle donne. Tutti i film dei fratelli Vanzina scompariranno ma anche quelli di Neri Parenti, i film di Lino Banfi e Pozzetto e via discorrendo, verrà ripulito tutto il linguaggio dal politicamente scorretto.

Cosicché le battutine sui gay, sui neri e sulle donne non si possono più fare, anche se questo riguardasse un contesto di humour o di esplicita ironia: sono le “specie protette”, non più esseri umani ma specie, è la dittatura delle minoranze.

Quello che si può ancora fare invece è fare battute, inveire e usare toni violenti contro chi è ai margini della dittatura, contro i dissidenti del pensiero unico, contro chi non rientra nei canoni dell’ideologia dell’impero: così non potrai mai scherzare ad esempio chiedendo dopo un’unione (in)civile se il pranzo di nozze è previsto da “Sergio e Bruno”, gli incivili appunto, perché questa oggi è gente che non sa più ridere, il mondo si è irrigidito, l’oscurantismo ci avvolge e ti trovi subito la gaystapo alle porte e sui social a censurarti, a inveire contro i bigotti e contro il Medioevo.

Prendete uno come Adinolfi, offeso e vilipeso da chiunque, sui social come sui media mainstream, per il suo aspetto fisico e per la sua posizione cattolica ortodossa in tema di famiglia, censurato per le sue posizioni, offesi lui e la sua famiglia. Adesso prendete i coniugi Macron e tutta la stampa, durante la corsa all’Eliseo, circa la loro grandissima differenza di età, 24 anni: era tutto un giustificare sulla scelta libera e individuale di una donna matura, pur sapendo che questa storia d’amore nasceva molto presto, ai limiti della pedofilia.

Prendete tutte le vicende che durante il suo governo hanno riguardato Silvio Berlusconi, l’epoca delle olgettine e come venivano raccontate e trattate le donne, come Berlusconi stesso fu crocefisso da tutti i media e l’opinione pubblica per la sua sospetta relazione con una minorenne. Basterebbe citare anche solo la Carfagna, in tutti i programmi televisivi, da quelli seri a quelli faceti, era un’allusione continua alla libertà dei suoi costumi. Ricordate la canzone di Checco Zalone? “Evviva la Carfagna evviva la …”? Adesso provate a fare la stessa rima con la Boldrini.

Di chi e di cosa non si può parlare? Lì sta il potere.